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giovedì 30 dicembre 2010

Vaticano, da oggi norme antiriciclaggio "Previste pene fino a 15 anni"

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

La Santa Sede si adegua alle regole Ue: "D'ora in poi nessuno potrà più approfittarsi di noi". Le nuove disposizioni valide anche per lo Ior. Benedetto XVI: "La pace nel mondo minacciata da un uso improprio del mercato e dell'economia

CITTA' DEL VATICANO - Si chiama legge 127. E' stata promulgata questa mattina da Benedetto XVI. Con essa, da oggi, anche la Chiesa si adegua alle norme Ue contro il riciclaggio dei capitali. Per Padre Lombardi, direttore della sala stampa Vaticana, questa svolta consegna al passato l'epoca in cui si è peccato di ingenuità: "Da ora nessuno potrà più approfittarsi di noi".

Il testo della legge 127 recita che "ogni soggetto, persona fisica o giuridica, ente ed organismo di qualsivoglia natura, incluse le filiali e le succursali di soggetti esteri", che svolge professionalmente un'attività di tipo economico o finanziaria legata al Vaticano o alla Santa Sede è tenuto al "rispetto degli obblighi di prevenzione in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo". E si prevedono pene severe. Reclusione fino a 12 anni per riciclaggio, 15 anni per reati legati al terrorismo e all'eversione. Carcere anche per malversazione ai danni dello Stato (da sei mesi a quattro anni), truffa (da uno a sei anni), abuso di informazioni privilegiate (da uno a sei anni).

"Si eviteranno in futuro - ha precisato ancora padre Lombardi - quegli errori che così facilmente diventano motivo di 'scandalo' per l'opinione pubblica e per i fedeli. Insomma, la Chiesa sarà più credibile davanti alla comunità internazionale e ai suoi membri. E questo è di importanza vitale per la sua missione evangelica". Al centro di questi scandali ci sono state
senz'altro in passato le attività dello Ior, che dovrà ora sottastare alle nuove regole e ai controlli della nuova Autorità d'informazione finanziaria, "un organismo autonomo e indipendente - si precisa ancora dalla Santa Sede - con incisivi compiti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, nei confronti di ogni soggetto, persona fisica o giuridica, ente ed organismo di qualsivoglia natura dello Stato della Città del Vaticano, dei dicasteri della Curia romana e di tutti gli organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede". Il Presidente e i membri del consiglio direttivo dell'Autorità d'informazione finanziaria, saranno nominati dal Papa.

Contestualmente al giro di vite deciso sulle transazioni finanziarie il Papa ha voluto anche ricordare nel Motu Proprio le motivazioni etiche che sono alla base della svolta. La "pace purtroppo", denuncia Benedetto XVI, è "minacciata da diverse cause, fra le quali quella di un uso improprio del mercato e dell'economia e quella, terribile e distruttrice, della violenza che il terrorismo perpetra, causando morte, sofferenze, odio e instabilità sociale". "Molto opportunamente - prosegue il Pontefice - la comunità internazionale si sta sempre più dotando di principi e strumenti giuridici che permettano di prevenire e contrastare il fenomeno del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. La Santa Sede approva questo impegno ed intende far proprie queste regole nell'utilizzo delle risorse materiali che servono allo svolgimento della propria missione e dei compiti dello Stato della Città del Vaticano".

(30 dicembre 2010) © Riproduzione riservata

mercoledì 29 dicembre 2010

Ior, la svolta di Benedetto XVI "Dovrà aderire a norme Ue"

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

Domani sarà pubblicato un 'motu proprio' del Papa che prevede l'applicazione delle norme stabilite dalla Convenzione monetaria. Il Vaticano punta ad entrare nella "lista bianca" dei Paesi che rispettano gli standard antiriciclaggio fissati dall'Ocse CITTA' DEL VATICANO - Lo Ior dovrà attenersi rigidamente alle normative antiriciclaggio dell'Unione Europea. Lo stabilisce il Papa con un 'motu proprio' che sarà pubblicato domani e che prevede l'applicazione delle norme stabilite dalla Convenzione monetaria firmata il 17 dicembre dell'anno scorso a Bruxelles dall'Unione Europea e dallo Stato della Città del Vaticano. La decisione arriva a poco più di due mesi dalla sentenza 1 del Tribunale del Riesame di Roma con cui si stabilisce il sequestro di 23 milioni di euro all'istituto, responsabile di aver ignorato gli obblighi di trasparenza e tracciabilità, e dopo che il gip ha respinto l'istanza 2dei legali dell'istituto, confermando il sequestro.

Le norme entreranno immediatamente in vigore e saranno applicate a tutte le istituzioni della Santa Sede.
Sarà inoltre istituita una speciale autorità di controllo, chiamata a vigilare sull'applicazione delle normative. In questo modo lo Stato della Città del Vaticano dovrebbe potresi iscrivere nella cosidetta "white list" e saranno normalizzati i rapporti tra lo Ior e gli istituti di credito italiani.

(29 dicembre 2010) © Riproduzione riservata

sabato 25 dicembre 2010

Natale, migliaia sotto la pioggia per il Papa "Leader italiani agiscano per bene comune"

Articolo tratto da Repubblica (http://www.repubblica.it):

Poco prima che il Pontefice si affacci da San Pietro, il maltempo concede una tregua. Nel suo messaggio "urbi et orbi", Benedetto XVI si rivolge a tutte le situazioni critiche del pianeta. E incoraggia le comunità cristiane perseguite e discriminate. "I politici si impegnino per il pieno rispetto della libertà religiosa di tutti". La Cina oscura la Bbc

CITTA' DEL VATICANO - Migliaia di persone sono radunate in piazza San Pietro dove il Papa rivolge il messaggio "Urbi et orbi" (alla città e al mondo, ndr), seguito dagli auguri natalizi in 65 lingue. Poco prima che il Pontefice si affacci dalla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro, la pioggia battente della mattinata si ferma, gli ombrelli si chiudono. Il discorso del Papa abbraccia un po' tutte le situazioni di criticità del pianeta. Ai politici italiani dedica questo suggerimento: "Ogni loro scelta e decisione sia sempre per il bene comune". Allargando lo sguardo sul mondo, il Papa rivolge parole di incoraggiamento ai cristiani della Cina, a causa delle limitazioni alla libertà di culto che sperimentano. Per tutta risposta, Pechino oscura la Bbc: la tv britannica stava riferendo del discorso del Papa e delle sue implicite accuse alle "discriminazioni e persecuzioni" contro i cristiani cinesi.

"Buon Natale ai romani e agli italiani!" esclama il Papa, aprendo la serie degli auguri natalizi di fronte alla piazza gremita di fedeli giunti da tutto il mondo. "In questo giorno - prosegue il Pontefice -, illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall'umile grotta di Betlemme, auspico di cuore il dono natalizio della gioia e della pace per ogni abitante dell'amata Italia: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie. Il Cristo, nato per noi, ispiri i responsabili, perché ogni loro scelta e decisione sia sempre per il bene comune. Conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza. Sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi".

I cristiani sono spinti a "collaborare per il bene comune, al servizio del prossimo, alla lotta pacifica per la giustizia. E la nascita di Gesù è speranza per tutti coloro la cui dignità è offesa e violata. L'annuncio del Natale - sottolinea Benedetto XVI - è luce anche per i popoli, per il cammino collettivo dell'umanità". Il Regno di un Dio "di giustizia e di pace", ha ricordato, "non è di questo mondo, eppure è più importante di tutti i regni di questo mondo. E' come il lievito dell'umanità: se mancasse, verrebbe meno la forza che manda avanti il vero sviluppo: la spinta a collaborare per il bene comune, al servizio disinteressato del prossimo, alla lotta pacifica per la giustizia. Credere nel Dio che ha voluto condividere la nostra storia è un costante incoraggiamento a impegnarsi in essa, anche in mezzo alle sue contraddizioni. E' motivo di speranza per tutti coloro la cui dignità è offesa e violata, perché Colui che è nato a Betlemme è venuto a liberare l'uomo dalla radice di ogni schiavitù".

Ed ecco Benedetto XVI rivolgere pensieri e parole al presente della Terra Santa. Che "la luce del Natale - dice il Papa - risplenda nuovamente in quella Terra dove Gesù è nato e ispiri Israeliani e Palestinesi nel ricercare una convivenza giusta e pacifica". Benedetto XVI sposta quindi il suo sguardo ideale alle "comunità cristiane in Iraq e in tutto il Medio Oriente, donando loro conforto e speranza per il futuro ed animando i responsabili delle Nazioni a una fattiva solidarietà verso di esse".

Che questo, auspica il Pontefice, "avvenga anche in favore di coloro che ad Haiti soffrono ancora per le conseguenze del devastante terremoto e della recente epidemia di colera. Così pure non vengano dimenticati coloro che in Colombia e in Venezuela, ma anche in Guatemala e in Costa Rica, hanno subito le recenti calamità naturali". Il Papa augura un Natale di prospettive di pace "alla Somalia, al Darfur, alla Costa d'Avorio", "stabilità politica al Madagascar", "sicurezza e rispetto dei diritti umani" in Afghanistan e Pakistan, la "riconciliazione tra le due Coree.

Benedetto XVI fa una breve pausa, come per raccogliere il massimo dell'attenzione quando auspica che "si rafforzino "lo spirito, la fede, la pazienza e il coraggio nei fedeli della Cina continentale. Che non si perdano d'animo di fronte alle limitazioni" alla loro libertà di culto. Augurio che il Papa estende "a tutte le comunità cristiane che ancora oggi soffrono la persecuzione e la discriminazione". E "i leader politici e religiosi" si impegnino "per il pieno rispetto della libertà religiosa di tutti".

(25 dicembre 2010) © Riproduzione riservata