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mercoledì 26 dicembre 2012

Religione, nel 2012 uccisi 105mila cristiani. "Tra di essi anche martiri consapevoli"

da www.repubblica.it

Religione, nel 2012 uccisi 105mila cristiani. "Tra di essi anche martiri consapevoli" Il sociologo delle religioni Massimo Introvigne a Radio Vaticana: "Aree a rischio i Paesi con forte presenza del fondamentalismo islamico, regimi totalitari comunisti e Paesi dove l'identità nazionale si identifica con una religione ed essere cristiani equivale a tradimento". Intolleranza anche ad Occidente, spiega lo studioso, ad esempio le reazioni al discorso del Papa contro "l'ideologia del gender"
CITTA' DEL VATICANO - Il Papa invoca la tolleranza e la collaborazione tra le genti di diverse fedi per la costruzione di un mondo migliore, improntato al rispetto dell'individuo. E dal mondo, per tutta risposta, giunge la notizia dei sei cristiani uccisi durante la messa di Natale in Nigeria, proprio uno dei Paesi che Benedetto XVI aveva citato durante la benedizione "Urbi et Orbi" tra le aree dove più a rischio è l'esistenza della comunità cristiana. Lunga è la strada da percorrere per vedere realizzato il disegno del Pontefice. Perché nell'anno che sta per chiudersi, quei sei martiri, crivellati in una chiesa nel nord della Nigeria, vanno ad aggiornare un bilancio di sangue impressionante: nel 2012 sono 105 mila i cristiani uccisi nel mondo. Un bollettino che merita di essere spiegato, per andare oltre il freddo dei numeri. Se ne fa carico, ai microfoni di Radio Vaticana, il coordinatore dell'Osservatorio della libertà religiosa in Italia, professor Massimo Introvigne, sulla base dei dati diffusi dal Centro "David Barret", negli Stati Uniti. Che, a proposito dell'esecuzione di Natale in Africa, ricorda: "In Nigeria c'è stata anche una strage di bambini che andavano al catechismo: in molti Paesi andare a messa o anche al catechismo è diventato di per se stesso pericoloso". "Tra le vittime anche martiri consapevoli". "Nel 2012, sono stati uccisi per la loro fede 105 mila cristiani: questo significa un morto ogni 5 minuti. Le proporzioni, dunque, sono spaventose" esordisce Introvigne, che poi rileva: "Non sono tutti martiri nel senso teologico del termine, tuttavia all'interno di questo numero ce ne è uno, più piccolo certamente, che comprende persone che molto consapevolmente offrono la loro vita per la Chiesa e spesso pregano anche per i loro persecutori e a questi offrono il perdono". Dove è pericoloso essere cristiani. "Le aree di rischio - spiega il sociologo delle religioni e fondatore del Cesnur - sono molte, se ne possono identificare sostanzialmente tre principali. I Paesi dove è forte la presenza del fondamentalismo islamico, come la Nigeria, la Somalia, il Mali, il Pakistan e certe regioni dell'Egitto. I Paesi dove esistono ancora regimi totalitari di stampo comunista, in testa a tutti la Corea del Nord. E i Paesi dove ci sono nazionalismi etnici, che identificano l'identità nazionale con una particolare religione, così che i cristiani sarebbero traditori della Nazione, penso alle violenze nello stato dell'Orissa, in India". "Da una parte - osserva ancora Introvigne - c'è la persecuzione cruenta, i morti ammazzati e le torture, che derivano da alcune specifiche ideologie: l'ideologia del fondamentalismo islamico radicale, le versioni più aggressive degli etno-nazionalismi e, naturalmente, quanto ancora sopravvive della vecchia ideologia comunista". "Intolleranza anche in Occidente". Introvigne cita come esempi sia il caso di Asia Bibi, ancora detenuta in Pakistan a causa dell'iniqua legge contro la blasfemia, che le reazioni in Occidente al messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2013 e agli auguri di Natale alla Curia Romana di qualche giorno fa, nei quali "il Papa si è soffermato sui pericoli e su, per così dire, una dittatura culturale, esercitata da una specifica ideologia e tra le varie c'è quella del gender". L'ideologia del gender, attraverso la quale l'uomo "nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela", aveva rimarcato il Pontefice in quel discorso alla Curia, riaffermando invece l'importanza del valore dell'unione tra uomo e donna, dalla quale scaturisce il concetto di famiglia che costituisce la base della società, in contrapposizione con la nuova visione della sessualità simboleggiata dal progetto legislativo francese Mariage pour tous (Matrimonio per tutti). "Queste ideologie - osserva il sociologo - evidentemente, si sentono minacciate dalla voce dei cristiani e dalla voce della Chiesa e, quindi, le loro lobby mettono in atto campagne di intolleranza e di discriminazione". (26 dicembre 2012)