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giovedì 30 maggio 2013

Papa Francesco vuole un vertice delle tre religioni monoteiste a Roma

da www.corriere.it

Bergoglio, riferiscono fonti governative israeliane, lo avrebbe detto a Simon Peres nel loro incontro del 30 aprile


Papa Jorge Bergoglio in piazza San Pietro (Rizzo)Papa Jorge Bergoglio in piazza San Pietro (Rizzo)
ROMA - Come ogni anno dal 1986 ad Assisi per la Preghiera per la Pace con i frati francescani. Come a Sarajevo con «Living together is the future», organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nel settembre 2012. Anche il Vaticano organizzerà entro breve a Roma «un incontro con i leader religiosi delle tre fedi monoteiste». L'input per il vertice di Cristiani, Musulmani ed Ebrei viene direttamente da Papa Francesco, che intende promuovere l'incontro a Roma per testimoniare «agli occhi del mondo l'impegno per la pace e il rifiuto della violenza e del terrorismo in nome di Dio».
Religiosi a Sarajevo per il summit interreligioso (Ap)Religiosi a Sarajevo per il summit interreligioso (Ap)
DAGLI ORTODOSSI AI BUDDISTI - Francesco, riferiscono fonti governative israeliane, lo avrebbe detto a Simon Peres nel loro incontro del 30 aprile. In Bosnia si sono riuniti lo scorso settembre cattolici romani, greci ortodossi, musulmani, ebrei, rappresentanti delle diverse comunità buddiste. A differenza dei summit interreligiosi di Assisi e Sarajevo, tuttavia, a Roma non si ritroveranno tutte le chiese ma soltanto le principali fedi monoteiste.

Papa Wojtyla all'incontro di religioni, Assisi 1986 Papa Wojtyla all'incontro di religioni, Assisi 1986
IL SUMMIT DI WOJTYLA - Venticinque anni fa, il 27 ottobre 1986, fu convocata da Giovanni Paolo II una Giornata mondiale di preghiera per la pace, ad Assisi, a cui presero parte i rappresentanti di tutte le grandi religioni mondiali. Vi parteciparono 50 rappresentanti delle Chiese cristiane (oltre ai cattolici) e 60 rappresentanti delle altre religioni mondiali. Era la prima volta nella storia che si realizzava un incontro di tale portata. Adesso, con il vertice dei tre grandi credo monotesisti a Roma, Papa Francesco potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella storia delle religioni e del mondo.

venerdì 17 maggio 2013

Crisi, il Papa: "Serve riforma, aiuti ai poveri. E si scaglia contro corruzione ed evasione

da www.repubblica.it

Bergoglio riceve gli ambasciatori e parla dei problemi di chi è più in difficoltà: "Troppa precarietà, conseguenze funeste". E ancora : "Denaro è idolo, c'è una tirannia delle leggi del mercato". Prima, alla messa a Santa Marta, aveva criticato i "cristiani da salotto", chiedendo di "dare fastidio alle cose della Chiesa che sono troppo tranquille"

CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco denuncia la tirannia delle leggi di mercato, chiede rifome e aiuti concreti per chi è più in difficoltà. Troppa gente vive in condizioni di precarietà con conseguenze funeste, denuncia Bergoglio incontrando gli ambasciatori che hanno presentato oggi le lettere credenziali. E, sempre parlando di crisi, si scaglia contro la corruzione: "una corruzione tentacolare e un'evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali".

Ricevendo nella sala Clementina del palazzo apostolico vaticano gli ambasciatori di Kyrgyzstan, Antigua e Barbuda, Lussemburgo, Botswana, Berogoglio ha parlato dei mercati finanziari: "Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole. Inoltre, l'indebitamento e il credito allontanano i Paesi dalla loro economia reale ed i cittadini dal loro potere d'acquisto reale". "La volontà di potenza e di possesso - ha sottolineato Francesco - è diventata senza limiti".

Il denaro è diventato un "idolo", continua Bergoglio. "Ideologie promuovono la autonomia assoluta dei mercati e speculazione finanziaria". C'è una "tirannia invisibile, a volte virtuale" delle leggi del mercato, continua il Papa,  che chiede "una riforma finanziaria" e aiuto ai poveri.

"Va riconosciuto che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continuano
a vivere in una precarietà quotidiana con conseguenze funeste", dice ancora il Papa. "La paura e la disperazione - denuncia - prendono i cuori di numerose persone, anche nei Paesi cosiddetti ricchi, la gioia di vivere va diminuendo, l'indecenza e la vilenza sono in aumento, la povertà diventa più evidente".

Prima, durante la messa a Santa Marta, il pontefice si era detto contro i "cristiani da salotto", "educati", ma senza "fervore apostolico", invitando a chiedere allo Spirito Santo "che ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa; la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali".

Di cristiani con zelo apostolico, ha detto il pontefice secondo gli stralci dell'omelia pubblicati dalla Radiovaticana, la Chiesa "ha tanto bisogno", "non soltanto in terra lontana, nelle chiese giovani, nei popoli che ancora non conoscono Gesù Cristo, ma qui in città, in città proprio, hanno bisogno di questo annuncio di Gesù Cristo. Dunque chiediamo allo Spirito Santo questa grazia dello zelo apostolico, cristiani con zelo apostolico. E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore. Avanti, come dice il Signore a Paolo: 'Coraggio'".

mercoledì 8 maggio 2013

Vaticano-Usa, intesa antiriciclaggio

da www.repubblica.it

L'annuncio è arrivato dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. L'accordo è stato raggiunto con il Tesoro americano

CITTA' DEL VATICANO - Dal Vaticano un importante impegno nella lotta al riciclaggio. L'Autorità di
Informazione Finanziaria (Aif) della Santa Sede ha firmato oggi un Memorandum d'intesa a Washington con il Financial Crimes Enforcement Network (Fincen), la sua controparte alla U.S. Department of Treasury, il Dipartimento del Tesoro americano. L'obiettivo è scambiare informazioni finanziarie nell'ambito degli sforzi per rispettare le norme internazionali contro riciclaggio di denaro e il finanziamento di gruppi terroristici.

L'intesa è stata firmata a Washington da René Bruelhart, direttore dell'Autorità d'informazione finanziaria della Santa Sede, e da Jennifer Shasky Calvery della Financial Crimes Enforcement Network (Fincen) del dipartimento del Tesoro. Si tratta del quarto accordo di questo tipo siglato dal Vaticano con un governo straniero. Il comitato Moneyval del Consiglio d'Europa, che sta valutando la trasparenza finanziaria della Santa Sede, ha notato che il Vaticano non ha potuto condividere molte informazioni perché era obbligato a sottoscrivere prima accordi bilaterali del genere.