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mercoledì 26 giugno 2013

Un salesiano per riformare lo Ior: papa Francesco sceglie il cardinal Farina

da www.repubblica.it

A sorpresa Bergoglio istituisce una commissione per rinnovare l'istituto bancario al centro di scandali e controversie. Già archivista di Benedetto XVI, il cardinale è uno studioso, molto inserito nella Curia. Padre Lombardi: "Non sarà un commissariamento"

di ORAZIO LA ROCCA
CITTÀ DEL VATICANO - Un salesiano riformatore alla testa della Commissione istituita, a sorpresa, da papa Francesco per rinnovare lo Ior, l'Istituto per le Opere di Religione, la banca vaticana. E' il cardinale Raffaele Farina, 80 anni il prossimo 24 settembre, principale artefice dei grandi restauri che hanno cambiato volto, funzioni e stile alla storica Biblioteca Apostolica e all'Archivio segreto della Santa Sede, di cui il porporato è stato Prefetto e Archivista su nomina di Benedetto XVI.

La nomina è stata annunciata dalla sala stampa della Santa Sede. Il nuovo organismo  -  che si chiama Pontificia Commissione referente sull'Istituto per le Opere di Religione -  dovrà riferire allo stesso pontefice elementi in grado di poter procedere alla riforma della banca vaticana, troppe volte negli ultimi anni balzati agli onori delle cronache per scandali, accuse di riciclaggio, coinvolgimento in scandali come il crack del vecchio Banco Ambrosiano di Roberto Calvi o l'inchiesta sulla maxi tangente Enimont. 

La Pontificia Commissione, di cui faranno parte cinque membri e sarà presieduta dal cardinale Farina, secondo il portavoce della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, non va letta come ''un commissariamento'' dello stesso Ior, ma come ''un organismo che studierà la situazione e riferirà al papa nel quadro delle riforme utili alla Chiesa''.

Non è comunque azzardato immaginare che, sulla base del lavoro di questo nuovo organismo, il pontefice studierà tempi e modi per ridare un nuovo volto allo Ior. Impresa non facile, che Francesco ha voluto significativamente affidare ad un cardinale di lungo corso, studioso, molto riservato, ma molto addentro ai meccanismi della curia pontificia.

La Commissione - decollata il 24 giugno scorso con  la firma da parte di papa Bergoglio di un apposito ''Chirografo'' - avrà ''ampio mandato'', ma a termine, ed  ''è sorta dal desiderio del Santo Padre di conoscere meglio la posizione giuridica e le attività dell'Istituto per consentire una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede Apostolica, nel contesto più generale delle riforme che sia opportuno realizzare da parte delle Istituzioni che danno ausilio alla Sede Apostolica''.

La Commissione, quindi, avrà ''lo scopo di raccogliere informazioni sull'andamento dell'Istituto e di presentare i risultati al Santo Padre''. Nel nuovo organismo affiancano il presidente Farina, il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran ( che fa parte anche della commissione cardinalizia di controllo dello Ior presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone segretario di Stato della Santa Sede), la professoressa Mary Ann Glendon, come coordinatore monsignor Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru e nella qualità di segretario monsignor Peter Bryan Wells.

La Commissione, si legge al punto due del Chirografo papale, ''raccoglie documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Il segreto d'ufficio e le altre eventuali restrizioni stabiliti dall'ordinamento giuridico - si aggiunge - non inibiscono o limitano l'accesso della Commissione a documenti, dati e informazioni, fatte salve le norme che tutelano l'autonomia e l'indipendenza delle Autorità che svolgono attività di vigilanza e regolamentazione dell'Istituto, le quali rimangono in vigore''.

Questo in presenza, comunque, del regolare svolgimento dei lavori dello stesso Ior (punto 4) mentre la Commissione avrà il compito di tenere informato il papa nel corso dei suoi lavori e, al termine di questi, consegnerà al papa stesso gli esiti ''nonché l'intero suo archivio, in modo tempestivo''.

mercoledì 5 giugno 2013

Il Papa ambientalista: "Stiamo sfruttando e trascurando la Terra". E condanna gli sprechi

da www.repubblica.it

Francesco torna a condannare "un'economia e una finanza carenti di etica". Ma richiama anche le responsabilità individuali: "Il cibo che si butta via, è come se fosse rubato alla mensa di chi è povero"


Non è l'uomo ma "il dinero" a orientare gli equilibri del mondo. Papa Francesco va all'attacco di "una economia e una finanza carenti di etica" ma il suo discorso, nell'udienza generale di stamattina davanti a una piazza San Pietro ancora una volta colma di fedeli e nell'occasione della giornata mondiale dell'Ambiente promossa dall'Onu, culmina in una frase che chiama in causa anche le responsabilità individuali: "Il cibo che si butta via - afferma il pontefice - è come se fosse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame".

Come nel suo stile, Bergoglio innesta nel magistero della Chiesa i richiami domestici e l'esempio di ciò che facevano una volta quelli che lui chiama "i nostri nonni". E così nel parlare contro il consumismo, lo spreco, la "cultura dello scarto", insieme all'invito a non gettare il cibo avanzato emerge anche il concetto di una "ecologia umana" che deve essere accostata alla "ecologia ambientale" perché  "quando il cibo viene condiviso in modo equo e con solidarietà nessuno è privo del necessario".

Parla di una emergenza, il Papa: "La persona umana è in pericolo, questo è certo", dice alzando gli occhi verso la piazza. E il pericolo "è grave perché la causa del problema non è superficiale ma profonda, non è una questione di economia ma di etica e di antropologia". Secondo Francesco, "la Chiesa lo ha sottolineato più
volte, molti dicono è giusto, è vero ma il sistema continua come prima" perché, aggiunge, ciò che domina il mondo sono "i soldi". Ed è in questo che ecologia ambientale ed ecologia umana si incrociano, secondo il pensiero del Papa: se a comandare è il denaro, si altera l'equilibrio di una creazione nella quale, dice Bergoglio, "Dio padre ha dato il compito di custodire la Terra non ai soldi, ma a noi, gli uomini e le donne".

E agli uomini il pontefice chiede: "La stiamo coltivando e custodendo la Terra o la stiamo sfruttando e trascurando?". Il Papa ribadisce un tema, quello del custodire, che riecheggia fin dalla sua messa di inizio pontificato e che riguarda il creato ma soprattutto le creature. A partire da quelle umane, le più colpite, sottolinea il Papa, dalla crisi che grava sul mondo: "Uomini e donne  -  dice Francesco - vengono sacrificati all'idolo del profitto e del consumo: è la cultura dello scarto". E lo scarto, secondo il pontefice, riguarda anche la vita umana più debole, quella degli anziani e dei bambini, e si concretizza nel disinteresse per chi muore nella povertà:  "Se qui muore una persona in piazza Ottaviano, se muoiono di freddo i senza tetto, se in tante parti del mondo non hanno da mangiare: tutto questo non è notizia, sono cose che entrano nella norma . Ma non possono essere normale la povertà, i drammi di tante persone".